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Femminicidi 2013. Il silenzio si è rotto?

15 aprile 2013

Alla fine del 2012 erano 123 (sino a 135 secondo altre fonti [1]) i femminicidi, ovvero gli omicidi di donne in quanto donne [2] . Il triste conteggio non si è fermato e a metà aprile si contano già 30 vittime dall’inizio dell’anno [3].

Nulla è allora mutato dopo il clamore e le reazioni all’iniziativa del parroco di Lerci?

Mi sembra di poter affermare – e non solo perché questo blog è dedicato ai “frammenti di speranza” – che il clima è in parte cambiato, soprattutto per quanto concerne l’attenzione e la conoscenza delle dimensioni del fenomeno. Molte sono state, in questi tre mesi e mezzo, le iniziative e ne ricordo brevemente alcune.

Alcune di forte impatto mediatico, altre di maggior approfondimento: il monologo di Luciana Littizzetto al Festival di Sanremo che si conclude riprendendo il ballo One Billion Rising lanciato a scala planetaria per  V-Day 2013.

Questo l’appello che l’ha lanciato a scala planetaria:

ONE-BILLION-RISING-SLIDER

Spero che abbiate guardato bene il mondo fino a ieri, perché da oggi ne inizia uno nuovo fatto di miliardi di donne, uomini, ragazzi e ragazze che non stanno a guardare e che invece di stare a casa a lamentarsi scendono in piazza e ballano per dire no alla violenza sulle donne e sulle ragazze!

one-bilion-rising-2

In Italia il 14 febbraio vi hanno partecipato oltre 300mila persone, 400 associazioni con 250 eventi nelle piazze di ogni parte del paese [4].

Il 24 febbraio Rai 3 mette in onda, nella trasmissione Azione diretta, lo straordinario servizio di Riccardo Iacona sui femminicidi avvenuti in Italia nel 2012 e sulle (poche) strutture esistenti di contrasto alla violenza di genere e di aiuto e protezione per le donne abusate (Centri antiviolenza aderenti alla  Rete nazionale 1522 e a DiRe Donne in Rete contro la violenza ) .[5]

Il 5 aprile è stata presenta l’anteprima di Ferite a morte,  spettacolo coordinato da Serena Dandini con la partecipazione di numerose attrici, scrittrici e giornaliste (Lella Costa, Concita De Gregorio, Piera Degli Esposti, Donatella Finocchiaro e tante altre); lo spettacolo è stato anche presentato alla Biennale della Democrazia di Torino.

 Sul piano internazionale  è bene ancora ricordare  come a  New York, nel mese di marzo, si sia firmata la Carta ONU contro la violenza di genere e il femminicidio, grazie a 131 sì di altrettanti paesi, un solo no (la Libia post rivoluzione!) e cinque riserve (Iran, Sudan, Arabia Saudita, Qatar e Honduras). Un testo di 17 pagine elaborato dalla Commissione sulla condizione della donna (Csw. Commission on the Status of Women) [6].

Non dimenticando, sul piano locale, oltre alla partecipazione al V-Day 2013 del 14 febbraio, le molteplici iniziative culminate nel periodo dell’8 marzo e in particolare quelle realizzate a Domodossola (Stop alla violenza sulle donne e allo Stalking)  coordinate dallo Sportello Donna gestito dalla cooperativa La Bitta: conferenze, spettacoli e sagome di donne ospitate nei locali commerciali della città riportanti le “ordinarie storie (violente) di vicinato” che riguardano direttamente il nostro territorio; dicono le organizzatrici:

Il fenomeno della violenza di genere è trasversale: non conosce differenze di ceto, origine, religione o grado d’istruzione.  Nel Verbano Cusio Ossola,  in due anni, si sono registrati 100 casi di violenza, 12 di stalking e 10 tentati omicidi. Dati allarmanti che emergeranno con azioni ed espressioni diverse negli incontri, performance e spettacoli che si realizzeranno nel mese di marzo nella città di Domodossola.

da LaStampa.it: Domo, testimonianze di donne contro la violenza

da LaStampa.it :  Domo, testimonianze di donne contro la violenza

La violenza continua, ma il silenzio sembra essersi si è rotto.

Non possiamo in alcun modo accontentarci sia perché l’aver spezzato la barriera del silenzio non implica automaticamente una riduzione delle violenze e anche perché la quasi totalità delle iniziative e delle parole scritte ed ascoltate, con pochissime eccezioni [7], provengono dall’universo femminile. Il genere maschile per ora tace, al più limitandosi a dichiarare la solidarietà nei confronti delle iniziative in campo. Occorre un lavoro di scandaglio dentro le ombre del nostro genere, ombre interiori e ombre culturali. Solo il giorno che vi saranno almeno altrettante iniziative maschili forse potremmo dire che violenze di genere e femminicidi sono destinati ad uscire di scena.

E nel frattempo compito prioritario dei decisori politici, uomini e donne, dal parlamento, alle strutture sanitarie, alle amministrazioni locali, è quello di interrogarsi ed attivarsi per rendere realmente efficaci le normative di contrasto e le strutture di prevenzione.

—————————

1. Il 2012 si è chiuso con 135 donne uccise e un numero imprecisato di tentati assassini.

2. Sul termine “femminicidio” cfr. Perché si chiama femminicidio di Barbara Spinelli e il testo della stessa autrice: Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento internazionale, Franco Angeli, Milano 2008. È bene precisare come l’autrice non sia la nota giornalista, figlia di Altiero, ma una più giovane omonima avvocata e studiosa di diritto internazionale.

3. Un ricordo di ciascuna di loro su la 27ma ora sul sito del Corriere della Sera.  “Uccise. Da mariti, fidanzati, spasimanti… Ma anche vittime di rapinatori o di uomini semplicemente violenti, anche per motivi futili. Avremmo voluto annunciare un 2013 senza femminicidi. Non è così, la conta è già iniziata. A ciascuna delle donne uccise dedichiamo un ricordo che per quanto breve servirà a non dimenticarle” . Una iniziativa analoga, con anche foto e informazioni sugli uomini omicidi in In quanto donna.

4. Il V-Day  – dove V sta per Valentino, ma anche Vittoria e Vagina –  è stato creato a New York da Ensler, nel 1998, autrice dei «Monologhi della Vagina». Il video di lancio del ballo è stato girato con l’aiuto del filmaker sudafricano Tony Stroebel. Sulla partecipazione italiana cfr. Le due donne al vertice del movimento globale contro la violenza sulle donne.

5. La trasmissione, visionabile al link del testo, riprende il libro inchiesta, dello stesso Iacona: Se questi sono gli uomini, Chiarelettere, Milano 2012.

6. Cfr. i seguenti link: All’Onu si parla di femminicidio; Carta Onu contro il femminicidio; Violenza contro le donne, la strage senza fine ; La commissione CEDAW alle Nazioni Unite per la 57ma sessione della Commissione sulla condizione delle donne. .

7. Ad es. l’intervista di Marina Caleffi al poeta Roberto Mussapi: Caro maschio io mi vergogno. E tu? sul sito di NoiDonne.

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